Michele Sciancalepore ha vissuto e svelato, sempre con un approccio critico, le emozioni vissute in una Napoli rinata e riscattata grazie a questo festival italiano nato nel 2008 sotto la direzione artistica e organizzativa di Renato Quaglia che indaga la teatralità presente nelle forme molteplici dell’arte contemporanea. Una Napoli che diventa protagonista del Festival: accanto ai teatri storici e a quelli d’innovazione, infatti, diversi spazi non teatrali, edifici monumentali, interi quartieri, chiese, gallerie d'arte e musei, zone industriali dismesse diventano altrettante scene per gli spettacoli che animano un programma che dura l'intero mese di giugno. Tante le novità e le curiosità di quest’anno: dalla regista Manuela Cherubini che firma il debutto italiano della prima soap opera teatrale, scritta dall’argentino Rafael Spregelburd, uno spettacolo (teatro-novela) a puntate che dura un’ora ogni giorno, per venti giorni (quasi l’intera durata del Festival), coinvolgendo più di cento personaggi all’installazione-performance dell’inglese Richard De Domenici “Plane food cafè” dove gli spettatori entrano nell’abitacolo di un Boeing 747, ricostruito per l’occasione e vivranno l’esperienza di un volo di linea. Il reportage si conclude con una full immersion onirica seguita, in esclusiva, dalle nostre telecamere quando ancora era nelle mente del regista partenopeo Davide Iodice. Uno spettacolo teatrale, intitolato “La fabbrica dei sogni” basato e ispirato sui sogni, sugli incubi e sulle visioni di chi vive una situazione di estremo disagio e che in realtà un posto per dormire e per sognare non ce l’ha, gli ospiti del Dormitorio pubblico di Napoli.