Credo che ci troviamo in un'epoca nella quale bisogna recuperare il saper vedere: il solo guardare non basta più.
…ho iniziato ad affrontare la difficile, ma affascinante, problematica del vuoto, dell’oblio, del sublime, dell’incomunicabilità, dell’assenza, della frammentarietà (temi che interessano quasi tutte le produzioni realizzate nei primi anni di lavoro)
l’arte, se è vera, non può dare risposte
Lo spettatore è una materia viva, dinamica, è un recettore sensoriale, purtroppo sottoposto a stimolazioni continue dove la qualità dei segnali viene sopraffatta dalla quantità di informazione
a un certo punto ho sentito la necessità di ripartire dal corpo, anche e soprattutto dal mio corpo, e dunque dalla mia lingua madre e della mia patologia di corpo obeso, malato.
La mia passione tecnologica, multimediale, non esiste soltanto sul piano estetico spettacolare, ma fa ormai parte di un mio modo di osservare il mondo.