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Marco Baliani   versione testuale






La narrazione e’ antropologicamente iscritta nel nostro dna
 
 
Il teatro di narrazione e’ scivolato un po’ troppo verso il cosiddetto teatro civile, si e’ riempito di contenuti politici di denuncia , rischia di perdere la fabula.
 
È importante che il contenuto non prevarichi la ricerca di una forma nuova per raccontare
 
M’interessa lavorare sulla coralita’
 
L’attore è un poeta in viaggio
 
Il compito del regista è stare in ascolto e attendere
 
Gli spettatori che mi hanno formato sono i bambini.
 
Il narratore è uno che inventa le cose di cui racconta, la sua è una memoria immaginifica, non fotografica, è una memoria che crea e rielabora i ricordi...
 
Sono uno che corre da solo. Non ho gruppi e non ho finanziamenti stabili, è dura ma mi sento libero. Cerco di fare quello che voglio e per farlo mi sento libero.
 
In teatro devi vedere cosa succede agli esseri umani
 
Il teatro può essere sempre usato per cambiare qualcosa. Il teatro esiste per essere usato
 
Il teatro di narrazione è la spia di una crisi
 
Il teatro è un fatto corale, collettivo
 
Il fatto che delle persone attraversino la città per venire a teatro è segno di grande civiltà!
 
È un rapporto vivo e vitale quello tra attori e spettatori

Noi attori ci siamo difesi e rifugiati dentro questo spettacolo
 
 
Noi italiani stiamo vivendo una fase di grande spaesamento
 
Compatire, “soffrire con” … questo è un insegnamento del Cristianesimo che ci permette di sentirci ancora umani in un contesto disumano
 
”La pelle” per gli spettatori è una botta allo stomaco, un colpo al cuore
 
Quando si fa un lavoro di sottrazione è difficile cadere nell’ostentazione e nella morbosità
 
Neanche noi autori capiamo i tanti livelli di uno spettacolo
 
Le manifestazioni devono essere fatte con forza e nei posti giusti
 
Io credo ci sia un overdose di dolore e questo porta all’indifferenza
 
Il fatto che delle persone attraversino la città per venire a teatro è segno di grande civiltà!
 
È un rapporto vivo e vitale quello tra attori e spettatori
 
I miei educatori sono stati: “Moby Dick”, la strada, gli incontri
 
Per creare ci vuole tanta pazienza e anche tanto ascolto!
 
“Avvicinandosi alla morte si cerca di lasciare tracce il più possibile”
 
Il mio nome vorrei che fosse scritto su una corteccia d’ulivo
 
Per me il nome è molto importante
 
 
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