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Valerio Binasco   versione testuale






La mia sincerità è confusa!
 
 
È illusorio pensare che il teatro possa colmare il mio vuoto
 
La creazione artistica è “censurata”
 
Non sono un vero istrione, non ho il coraggio
 
L’attore deve arrendersi

Ad un attore, prima di entrare in scena, bisognerebbe chiedere “come stai?”
 
 
Cerco di togliermi dalla vita normale ed entrare in una zona dove non so niente
 
A volte durante le prove mi sembra di non avere guizzi di originalità e intelligenza
 
Voglio che le cose che faccio non manchino di sincerità
 
Non voglio trasmettere agli attori le mie insicurezze
 
Adoro lavorare con gli attori, sulle loro persone
 
Mi piace quando gli attori si “dilatano” per accogliere il personaggio
 
Io in realtà faccio questo mestiere perché ho un vuoto d’affetto
 
L’Italia è diventato un paese dove si fa a gara a esibire le volgarità
 
Non mi aspettavo questo abbrutimento dell’Italia
 
La Ginzburg è uno tra i più evidenti rappresentanti di una tensione spirituale
 
La spiritualità per me vuol dire non essere definibili
 
Mi dà emozione sentirmi vivo assieme agli altri
 
Quando faccio teatro io non penso al teatro, penso alle persone
 
La vanità fa recitare molto male!
 
Mio padre mi ha insegnato che non c’è niente di più profondo in una persona della bellezza della fragilità
 
Mio padre mi ha insegnato a morire
 
La vanità fa sì che io mi detesti
 
Il mio motto è “al cuor non si comanda”
 
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