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Gabriele Lavia   versione testuale






Il compito del regista? Tirar fuori dall’attore quello che è
 
Il regista deve correggere; i complimenti servono a poco
 
(io sono uno che studia molto)Io uno spettacolo ce l’ho tutto nella mente, già studiato e costruito. Ma di fronte agli attori e all’unicità dell’evento (teatrale) tutto cambia
 
Il teatro è un dono del proprio essere corpo, “corpo-soggetto” e non “oggetto”
 
Senza Dostojevski non sarei quel che sono e il mondo non sarebbe quel che è
 
Faccio spettacoli costosissimi ma non mi arricchisco
 
Sono sommerso dai libri, li ho in bagno, in cucina…
 
Quando lavoro con gli attori imparo sempre, scopro le cose insieme con loro
 
La gente pensa che il teatro sia una cosa semplice: ci si mette in un luogo un po’ sollevato e si parla come nella vita solo un po’ più forte..invece è molto complicato, il teatro è una cosa complessa
 
“Danza di morte” è uno spettacolo che volevo fare da molti anni
 
Tutti i registi amano i loro attori
 
Purtroppo il mestiere dell’attore è involgarito, svillaneggiato dall’uso che ne fanno in televisione
 
La tournée è un evento molto faticoso!
 
 
Il teatro non paga!
 
Non mi è mai piaciuto recitare!
 
Se potessi tornare indietro cambierei mestiere
 
Il teatro non seduce, induce!
 
La nostra è diventata arte della spazzatura, del degrado
 
La televisione è l’epifania del degrado della lingua e dell’uomo
 
Bisogna essere fieramente pessimisti per cercare di cambiare il mondo
 
Dostoevskij è il mio preferito!
 
“se la gente si comportasse in modo autenticamente cristiano il mondo andrebbe molto meglio. Il mondo non è né pagano, né cristiano. È “sbracato”!
 
L’idea di morire mi irrita!
 
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