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Puntata del 28 novembre 2011   versione testuale





Un animale da palcoscenico che calca le scene da quasi trent’anni, concentra il volo del poeta e il mestiere del teatrante, da considerarsi discendente diretto della grande lezione di Totò che dice di essere nato con la voglia di fare teatro e che morirà con questa voglia: Vincenzo Salemme.
 
Protagonista della nona puntata di “Retroscena” è quindi l’attore partenopeo, campione di incassi e di risate, noto al grande pubblico cinematografico e teatrale per le sue commedie sempre brillanti e travolgenti.
 
In scena al Teatro Olimpico di Roma con “L’astice al veleno”, l’ultimo lavoro che ha conquistato il pubblico romano con uno strepitoso successo e 30.000 spettatori. Al termine della lunga tournée dello scorso anno, lo spettacolo vanta al suo attivo più di 130 repliche, con oltre 110.000 spettatori e un incasso di 2.900.000 euro, il primo per la prosa. Numeri da record, insomma, e sarà proprio Vincenzo Salemme a svelarci tutti i segreti di questo enorme successo.
 
“Una storia mi dà la possibilità di esprimere la mia comicità, la mia arte” dichiara Salemme che durante quest’incontro ripercorre, grazie ai nostri filmati, anche i lavori del passato come “Bello di Papà” del 2007 incentrato sulla paternità e sull’essere figli e “Cose da pazzi”, una rivisitazione di “Lo strano caso del signor Felice C.”, una commedia scritta nel 1989 subito dopo la caduta del muro di Berlino che parla delle conseguenze tragicomiche del crollo dell’ideologia comunista.
“La fantasia secondo me è il modo di cucinare le cose che già esistono e poi io una commedia la testo sugli attori e poi sul pubblico che è sempre stato la mia rotta” con queste dichiarazioni di Vincenzo Salemme si chiude la puntata monografica.
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