Viene definita “un’avventura dello spirito”. Ha un periodo di incubazione lungo due anni ma quando arriva il suo momento di venire alla luce allora invade e anima un’intera città, e per la precisione la città delle cento chiese che diventano altrettanti palcoscenici. E più di 100 sono gli artisti che in scena non portano semplicemente una rappresentazione, ma mettono in gioco se stessi, mostrano il proprio cammino artistico e umano. Abbiamo dialogato intensamente con loro e li abbiamo visti interpretare performance sulla tradizione sacra, la ricerca interiore, la religiosità popolare o la spiritualità. Ma soprattutto siamo stati investiti da innumerevoli domande, quelle che accomunano ogni uomo davanti al mistero dell’esistenza e dello spirito!
Insomma siamo stati a Lucca e abbiamo vissuto per una settimana il festival “I teatri del sacro”.
Ideato da Federgat, insieme al Servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, all’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei e all’Acec “I Teatri del Sacro” non è solo un festival e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni. È in prima istanza un’avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni, sempre più diffuse, fra il teatro e la ricerca spirituale e religiosa.
Chiude la puntata un viaggio che ci fa restare in toscana, in occasione della 65esima Festa del teatro a San Miniato, ma ci proietta in atmosfere scandinave anche se i temi in cui ora saremo immersi sono caldissimi e scottanti: l’amore, la morte, la ricerca di Dio!
Si tratta di “Sarabanda” l’ultimo capolavoro del maestro dell’analisi psicologica e familiare: Ingmar Bergman. Sentimenti contrastanti, indifferenza e attaccamento morboso, conflitto tra padri e figli, coppie che si formano e si disfano, questi i temi di “Sarabanda” che alla fine però si rivela un canto appassionato sul dolore per la mancanza di amore.
Noi questo canto lo abbiamo vissuto e analizzato con il regista Massimo Luconi e la superba protagonista Giuliana Lojodice!